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  • I risultati di un sondaggio evidenziano che i lavoratori “deskless” ritengono che tecnologie digitali, come l’Internet delle cose, realtà aumentata e intelligenza artificiale, siano meno rilevanti a quanto pensano i lavoratori che svolgono attività di ufficio.
  • Lo stesso vale per i datori di lavoro: le tecnologie digitali sembrano essere principalmente rilevanti per le attività d’ufficio
  • L’integrazione della forza lavoro “deskless” nei processi digitali esistenti diventerà una delle grandi sfide dell’era digitale per molte aziende.
  • L’indagine evidenzia che Italia, Polonia e Spagna sono i Paesi più positivi verso le nuove tecnologie.

Goppingen, 13 luglio 2021 – Nell’era digitale, la domanda – quale rilevanza hanno tecnologie come l’Internet delle cose, realtà aumentata e intelligenza artificiale per il nostro lavoro? – è
fondamentale. Tuttavia, un sondaggio condotto da YouGov per conto dell’Handelsblatt Research Institute e di TeamViewer rivela che l’importanza delle tecnologie digitali non è percepita allo stesso modo da tutti i lavoratori e questo è dovuto in gran parte al tipo di lavoro che svolgono.

L’indagine, che ha sondato l’opinione di circa 3160 lavoratori che svolgono attività di ufficio, 2000 lavoratori “deskless” e 3650 manager di dieci paesi europei, ha rivelato che i lavoratori che svolgono attività di ufficio valutano più importatati le tecnologie future per la loro professione rispetto ai lavoratori “deskless”. Quando è stato chiesto ad entrambi quanto sarebbero diventate importanti le tecnologie e i megatrend digitali, le persone che lavorano in ufficio hanno risposto che tecnologie come cybersecurity (79%), e tecnologie di comunicazione digitale/software di collaborazione (71%) avrebbero acquisito una sempre maggiore rilevanza. I lavoratori “deskless” – coloro che fanno assistenza sul campo, nella logistica o nella produzione, per esempio – sono d’accordo sulla cybersecurity (52%) e sulle tecnologie di comunicazione digitale/software di collaborazione (45%), anche se con una diversa percentuale di importanza.

 

Quando invece si tratta di argomenti con tematiche più evolute come l’intelligenza artificiale o la realtà aumentata, né i lavoratori che svolgono attività di ufficio né quelli “deskless” sembrano avere un’idea precisa di come queste tecnologie potrebbero influire sul loro lavoro in futuro.

Grafico 1: Percentuale dei dipendenti intervistati che considerano la relativa tecnologia importante/piuttosto importante

 

Un quadro simile emerge tra manager e datori di lavoro in Europa. Anche loro si aspettano un maggiore impatto delle tecnologie future e mega trends come Cyber Security (73%) e Cloud Computing (58%) per attività d’ufficio dei dipartimenti a livello corporate (HR, accounting, etc). Per le attività svolte dai lavoratori “deskless” nella logistica e nella produzione, queste tecnologie sono considerate meno rilevanti (Cyber Security 63%, Cloud Computing 51%). Hanno comunque una percezione migliore sull’importanza che tecnologie come intelligenza artificiale e realtà aumentata assumeranno in futuro.

Grafico 2: Percentuale dei datori di lavoro intervistati che considerano la relativa tecnologia importante/piuttosto importante

Georg Beyschlag, Executive Vice President Strategy & Corporate Development di TeamViewer: “L’indagine mostra che in molte aziende non c’è ancora un’idea precisa di come tutti gli ambienti di lavoro possano essere integrati nella trasformazione digitale. Eppure, va sottolineato che circa l’80% di tutti i dipendenti a livello mondiale rientrano nella forza lavoro definita come “deskless”’. Per la maggior parte delle aziende, questa diventerà una delle grandi sfide dell’era digitale – come integrare questi spazi di lavoro “deskless” nei processi digitali in modo che anche questa tipologia di dipendenti possano beneficiare dei vantaggi della digitalizzazione. Con le giuste soluzioni digitali, le aziende di tutte le dimensioni potranno cogliere i benefici della trasformazione lungo tutta la catena del valore”.

 

La tecnologia migliora il lavoro del futuro

Solo il 13% degli intervistati appartenenti alla categoria dei dipendenti teme che le nuove tecnologie prenderanno il sopravvento sul loro lavoro in futuro. Tuttavia, oltre un quarto dei dipendenti (26%) si aspetta che noiose attività di routine o attività pericolose possano essere svolte dalle nuove tecnologie in futuro. I datori di lavoro sono ancora più ottimisti. Circa due terzi dei datori di lavoro (65%) si aspettano che i loro dipendenti potranno essere sollevati da tali compiti in futuro.

Figura 3: Percentuale dei dipendenti intervistati e dei decision-makers aziendali che (tendono a) essere d’accordo con le rispettive affermazioni

 

Confronto UE: Italia, Polonia e Spagna più aperte alle nuove tecnologie

In un confronto tra paesi, i dipendenti e i datori di lavoro in Italia, Polonia e Spagna tendono ad attribuire la massima importanza all’influenza delle tecnologie future e mega trend digitali sulla loro professione.

In Italia, diverse sono le tecnologie che secondo i dipendenti diventeranno importanti nel proprio lavoro e in particolare nella ricerca troviamo la più alta percentuale di rilevanza rispetto agli altri paesi nelle seguenti tecnologie:

  • Tecnologie di comunicazione digitale e di collaborazione (37%)
  • Cybersecurity (55%)
  • Blockchain (10%)
  • Additive Manufacturing (3D printing) (15%)

 

In particolare, per i manager italiani diverse sono le nuove tecnologie che avranno effetti nella gestione amministrativa (finanza, risorse umane) della propria azienda, raggiungendo la percentuale più alta rispetto gli altri paesi:

  • Tecnologie di comunicazione digitale e di collaborazione (36%)
  • Manufacturing (3D printing) (23%)
  • Autonomous robots (17%)
  • Virtual Reality / Augmented Reality / Mixed Reality (20%)

 

Il sondaggio

Condotto in modo indipendente, per conto di TeamViewer e dell’istituto di ricerca Handelsblatt, l’istituto di ricerche di mercato YouGov ha intervistato online, tra il 12 e il 22 aprile 2021, un totale di 5.278 dipendenti e 3.654 decisori aziendali sui temi delle tecnologie del futuro, della cooperazione tra uomo e tecnologia, del lavoro a distanza/ufficio-domicilio, della qualificazione e della formazione continua. Il sondaggio è stato condotto in dieci paesi europei: Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Una pubblicazione con l’analisi completa del sondaggio è prevista nelle prossime settimane.

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